Al via il Codice Etico

Approvati quattro principi.
Finalità: prevenzione.

Legalità, correttezza, riservatezza e rispetto della dignità della persona.
Questi i principi ai quali dovranno attenersi organi, dipendenti e tutti coloro che hanno rapporti con la Fondazione.

È stato approvato all’unanimità nel corso del Consiglio di Amministrazione del 26 settembre 2018 il Codice Etico della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus.

Obiettivo: definire e formalizzare i valori etici in cui si riconosce la Fondazione, così che tali valori costituiscano l’elemento base della cultura dell’Ente, nonché lo standard di comportamento di chiunque operi nell’interesse o a vantaggio della Fondazione stessa nella conduzione delle attività funzionali al perseguimento degli scopi.

In questo modo, il Codice Etico e i principi in esso statuiti indicano per chiunque operi nell’interesse o a vantaggio della Fondazione i comportamenti da tenersi e quelli inibiti.

Sono quattro le parti di cui si compone il codice etico: i principi etici; la declinazione dei Principi Etici verso gli stakeholders (portatori di interesse); la declinazione dei principi etici verso i terzi; il rispetto dei principi etici.

Questi i principi etici deliberati: legalità, correttezza, riservatezza e rispetto della dignità della persona.

Nella declinazione nei confronti degli stakeholders interni vengono definiti concetti e principi ispiratori per i rapporti tra gli organi statutari, relazioni con il fondatore, trasparenza della contabilità, selezione e reclutamento del personale, formalizzazione del rapporto di lavoro, sicurezza, salvaguardia, della salute e delle condizioni di lavoro e crescita professionale.

Nella declinazione verso soggetti terzi vengono definiti criteri di condotta nei confronti dei donatori, dei percettori dei contributi erogati, dei fornitori, della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni Pubbliche, di partner di iniziative, di partiti politici e organizzazioni sindacali, della comunità locale e per la tutela ambientale.

Nella parte finale vengono esplicitati gli obblighi per il rispetto dei principi etici sopra enunciati e i procedimenti o sanzioni previste in caso di violazioni.

La stipula del Codice Etico è un passo propedeutico all’adozione di un Regolamento 231, con un definito modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 dell’intero ente.

Il Presidente della Fondazione, Maurizio Ampollini, ha così commentato l’approvazione di questa delibera: “Con rinnovato vigore, la Fondazione nell’ambito delle sue attività e nella conduzione delle sue iniziative, ribadisce e rende pubblici i principi ispiratori, il rispetto della legge e delle normative dei Paesi in cui opera, in un quadro di legalità, correttezza, trasparenza, riservatezza e rispetto della dignità della persona”.

Ha poi aggiunto: “In nessun caso il perseguimento, diretto e indiretto, dell'interesse della Fondazione e dei suoi scopi può giustificare l'adozione di norme e condotte non conformi ai suddetti principi, da parte di chiunque risulti a vario titolo coinvolto nelle attività della medesima, come ad esempio, i dipendenti, i fornitori ed i consulenti”.

La nostra è una finalità preventiva” conclude il Presidente “È un modo di operare nel quale crediamo e che vogliamo estendere, ad esempio, a tutti i beneficiari dei nostri contributi, che saranno invitati a sottoscrivere il Codice Etico nel momento in cui ottengono finanziamenti a fondo perduto tramite i nostri bandi”.